«Dipende» è vero. Non è una risposta.
Se cerchi un sito per la tua attività, prima o poi arrivi alla domanda ovvia: quanto costa? La risposta più comune è «dipende». Corretta, ma inutile se nessuno ti dice da cosa dipende davvero.
Due preventivi con lo stesso numero di pagine possono nascondere due lavori completamente diversi. La domanda giusta non è solo «quanto costa oggi», ma «quanto continuerò a pagare, e a chi, quando sarà online».
Il preventivo non compra soltanto pagine
Capire l'attività, scrivere i testi, scegliere le immagini, costruire il percorso, collegare gli strumenti: è lavoro anche quando sembra «solo» un sito di quattro pagine.
Alcune voci del prezzo finiscono con la consegna. Altre continuano a costare ogni anno, a qualcun altro. Se non te lo dicono prima, lo scopri dopo, ed è tardi per confrontare.
Il conto che arriva dopo la firma
Molte piccole attività si ritrovano un sito WordPress su misura, montato su un hosting economico. Funziona, finché non arrivano gli aggiornamenti: un plugin viene abbandonato, il tema entra in conflitto con la nuova versione, il modulo contatti che funzionava a marzo a giugno non manda più niente a nessuno. Qualcuno deve accorgersene e sistemarlo.
Per un negozio che vende due o tre servizi, tutto questo è un TIR noleggiato per andare a fare la spesa: ci stai comodo, ma poi lo devi parcheggiare, assicurare e portare a revisione. Il problema non è WordPress. È usare una macchina più grande del lavoro che deve fare.
La modifica da cinque minuti che aspetta Pasqua
Arriva agosto. Devi scrivere che chiudi dal 12 al 18. Cinque minuti di lavoro, ma non puoi farlo tu. Scrivi all'agenzia, il tecnico è in ferie, la richiesta entra in coda. Per far aggiornare che sei chiuso a Ferragosto scopri che avresti dovuto avvisare a Pasqua.
Non è cattiveria. Il compenso che hai pagato per costruire il sito, l'agenzia l'ha già speso — anche per trovare i clienti nuovi. Ogni piccola modifica che chiedi oggi toglie tempo a quel lavoro. È un meccanismo comprensibile. Il problema è che quasi nessuno te lo spiega prima di farti firmare.

L'IA non toglie il problema. Lo sposta
Per anni ti hanno detto che serviva il professionista perché la tecnica era complicata. Adesso c'è chi ti dice che il problema è non saper usare l'intelligenza artificiale. Nessuna delle due versioni è vera fino in fondo: smanetti dieci minuti, ti senti un dio, e alla fine hai comunque bisogno di sapere che cosa scriverci dentro.
Che cosa deve leggere per primo un cliente? Come spieghi la differenza tra due servizi? Hai foto che raccontano il tuo lavoro o solo scatti da telefono buttati lì? Sono domande che l'IA non sa rispondere al posto tuo, perché non conosce la tua bottega.
Come confrontare due preventivi
Chiedi che cosa è incluso nella scrittura dei testi, chi possiederà dominio e accessi, quali costi continuano ogni anno e che cosa potrai aggiornare da solo senza aspettare nessuno.
Se devi consegnare tutti i testi già pronti, pagare ogni modifica e aspettare una settimana per un orario, il prezzo iniziale non sta raccontando il costo vero.
Quindi: quanto costa davvero?
Costa il progetto iniziale. Costa quello che serve per mantenerlo vivo. Costa il tuo tempo ogni volta che devi aggiornarlo. E costano le occasioni perse quando il sito non riesce a spiegare che cosa fai.
Il preventivo più conveniente è quello che ti mostra tutte queste voci prima, non quello con il numero più basso in fondo alla pagina.

